

A pochi passi dal Pantheon e da piazza Navona, da ormai ben 17 anni Casa Coppelle porta un po’ di Parigi a Roma. I padroni di casa sonoOmar, romano e Rachelle, francese della Lorraine.
Unica sede, Roma, in Piazza delle Coppelle 49: lo spazio dove queste due realtà convivono in equilibrio e da ora con un’identità ancora più gourmet.
Un Boutique Restaurant fine dining che trova nel concetto di Fusion la sua chiave di lettura.
Piatti, dunque, d’ispirazione francese come la coscia d’anatra, il foie gras, soupe à l’oignons mescolati ai capisaldi del territorio come con il carpaccio di gamberi, le nostre polpette fritte di lesso, il filetto di coniglio lardellato, il risotto cacio e pepe con i gamberi, la nostra amatriciana, la guancia di vitello brasata.
Questi ultimi, tutti lavorati a mano e di produzione propria così come per la pasticceria e il nostro cestino del pane, di cui cambieranno le sue varietà.





Un piatto dei ricordi. Sapori rivisitati che si rifanno ad una ricetta del papà dello chef e che hanno trovato una nuova identità, più contemporanea.
L’unicità del luogo si tocca con mano non appena entrati nella prima sala, ornata da fedeli riproduzioni di quadri del XVII/XVIII secolo, o nel Boudoir, dei toni del nero e dell’oro, dedicato esclusivamente a chi voglia intraprendere il menu degustazione. Tutto ciò che si presenta alla vista è frutto dell’estro creativo del famoso Architetto e Interior design Jacques Garcia, già autore dell’Hôtel Costes di Parigi, del Mamounia di Marrakech ha anche restaurato il Musèe Louvre di Parigi, delle stanze dello chateau di Versailles e di molti castelli francesi. Un’istituzione nell’olimpo dell’alto design la cui firma è arrivata su Casa Coppelle, unico progetto curato in tutta Italia.










































Casa Coppelle non è solo un indirizzo a Roma, è il coronamento di una storia d’amore e di una visione condivisa. Dietro l’eleganza di questo spazio ci siamo noi, una coppia italo-francese – Omar, romano e Rachelle, francese – che ha fuso le proprie vite e culture in un luogo unico. Gestire un ristorante è un percorso che non conosce pause, un vero e proprio atto di fede che assorbe quasi tutte le energie. Oggi più che mai è un’impresa che richiede doti manageriali e una dedizione totale, ma la nostra forza sta nell’entusiasmo e nella passione che riusciamo a mettere insieme ogni giorno.
Il risultato più importante che abbiamo raggiunto è stata la straordinaria trasformazione di questo luogo. Quella che era una tipica trattoria romana è stata elevata a icona di stile grazie a un’ambizione che ci ha spinto oltre i confini.
Ci eravamo innamorati dei progetti di Jacques Garcia durante i nostri viaggi, ammirando la sua arte in luoghi di ospitalità esclusiva come l’Hotel Costes a Parigi, La Mamounia in Marocco e il Nomad di New York. Coinvolgerlo sembrava impossibile e, dopo un primo rifiuto, non ci siamo arresi: lo abbiamo raggiunto personalmente nel suo studio a Parigi.
La nostra determinazione, la sintonia immediata e, soprattutto, la qualità dei nostri piatti, hanno convinto il Maestro. Casa Coppelle è oggi un fiore all’occhiello con un primato unico in Italia: l’unico ristorante a portare la sua prestigiosa firma. Un vero trait d’union dove l’estro del design francese si sposa con la maestria della manodopera e degli arredi italiani.
L’ispirazione italo-francese è l’anima di Casa Coppelle e si manifesta in ogni dettaglio. Se gli interni vedono l’armonia tra la firma di Garcia e l’artigianato italiano, il nostro menù ha due anime che dialogano costantemente: la ricchezza della tradizione romana più autentica e l’audacia della cucina francese espressa attraverso un elegante twist contemporaneo.
Queste due cucine, tra le più importanti e celebrate al mondo, sono la nostra fonte continua di ispirazione. La nostra filosofia è improntata sulla cura e sull’eccellenza: dal pane fragrante ai dolci, tutto è rigorosamente fatto in casa. In particolare, la nostra carta dei dessert è un vanto esclusivo, curata interamente da Rachelle, che porta in tavola l’autentica raffinatezza della pâtisserie d’oltralpe.